Varato nel 2003, Cheyenne è uno dei sette Rodman 42 JV prodotti dall’omonimo cantiere spagnolo su progetto di Judel & Vrolijk, da cui la sigla. Una serie la cui genesi è strettamente legata alla volontà del re di Spagna Juan Carlos I, velista di alto livello e protagonista di numerosi programmi d’altura.
In quest’ottica, il primo esemplare di Rodman 42 viene appunto commissionato per il team Telefónica–Movistar guidato dallo stesso, con l’obiettivo esplicito di disporre di un 12 metri competitivo nell’allora classe IMS 600. Un quadro che sottolinea come la barca nasca fin dall’origine nell’ottica di risultare competitiva entro un programma agonistico strutturato, esulando così da qualsiasi capriccio modaiolo o dal puro esercizio di stile.
In quest’ottica, il disegno sviluppato da Judel & Vrolijk guarda allo scafo come ad un racer puro, concependone ogni struttura secondo i più rigidi parametri. Lo scafo è così realizzato in composito con carena stretta e allungata, chiglia a pinna con bulbo e timone a pala sospesa, restituendo un complesso relativamente leggero e slanciato, con un rapporto superficie velica/dislocamento elevato e una geometria pensata per massimizzare la lunghezza al galleggiamento effettiva senza penalizzazioni eccessive sul rating. Il piano velico frazionato, ottimizzato per un set completo di vele da regata, e l’attrezzatura di coperta interamente orientata alle manovre in equipaggio contribuiscono a un comportamento in mare che privilegia accelerazione, tenuta di rotta e capacità di mantenere medie elevate sulle lunghe percorrenze. Un’impostazione che si rivelerà particolarmente felice fin da subito, azzeccando parametri che andranno ancora a premiarne la performance al subitaneo cambio di regola del 2003.
Mentre l’IMS entra in infatti crisi con i primi anni Duemila, l’IRC viene infatti riconosciuto dall’ISAF (oggi World Sailing) come sistema di rating internazionale nel 2003, cominciando a imporsi come alternativa di riferimento per le flotte d’altura, mentre l’IMS piano muove verso l’attuale ORC. In questo contesto, molti Rodman 42, con Cheyenne compresa, vengono progressivamente “tradotti” per la nuova formula, aggiornandosi senza per questo stravolgere la struttura di base del progetto.
La combinazione di carena relativamente fine, dislocamento contenuto e capacità di esprimere prestazioni all‑round –qualità nate per la logica IMS 600– si dimostra infatti altrettanto efficace sotto IRC, dove i JV42 continuano a ottenere risultati significativi, confermando la bontà di un disegno che riesce a sopravvivere al cambio di paradigma regolamentare senza perdere coerenza tecnica.
A buona conferma delle eccezionali doti di progetto, Cheyenne continua oggi la sua campagna agonistica, con piazzamenti di rilievo sui più disparati fronti. Degni di nota il secondo posto overall e il primo di classe alla Palermo-Montecarlo del 2017, così come il primo di classe alla 151 Miglia del 2025. Nel 2026 partecipa poi al Mondiale ORC di Napoli, lo scafo più “anziano” a prendervi parte, guadagnando un dignitosissimo nono posto overall.
