Squilla Mantis è un’imbarcazione il cui primo armatore fu l’Avvocato livornese Giovanni Gelati 1910-2000), già Presidente e Governatore del Rotary Club di Livorno negli anni sessanta ed insignito dallo Stato di Israele del riconoscimento del titolo di “Giusto fra le Nazioni”, con targa a lui dedicata nel Museo Yad Vashen a Gerusalemme, per avere salvato nel 1943, durante l’occupazione tedesca in Garfagnana, due bambini di origine ebraica, mettendo a rischio la propria vita.
La tradizione armatoriale forense prosegue nel 1990 col secondo ed attuale armatore ovvero l’Avvocato parmigiano Riccardo Cerati, innamorato del Golfo di La Spezia, città nella quale svolge anche la professione di Magistrato Onorario dello stesso Tribunale, intervallando la professione fra regate e spettacoli musicali (Premio Lunezia 2001), teatrali (Parma, Milano, Bologna, Pistoia) e televisivi (Rai Uno) che lo vedono ora diretto protagonista ora autore (www.riccardocerati.it).
L’incontro fra l’armatore e l’Ing. Luca Taddei, trasformatosi ben presto in solida amicizia, ha segnato una svolta significativa per Squilla Mantis.
In particolare l’Ing. Luca Taddei, noto progettista di scafi famosi nel mondo della vela e sportivo di successo a livello agonistico, ha fatto parte dell’equipaggio dell’imbarcazione quasi costantemente e in qualità di tattico. Ha prestato il suo prezioso contributo, in totale amicizia, nella ristrutturazione di Squilla Mantis e soprattutto per quanto riguarda il nuovo piano velico studiato per le condizioni meteo prevalenti nel Mediterraneo piuttosto che per quelle oceaniche originariamente previste dal progettista (Illinghworth).
Prendeva dunque forma, nel settembre 2014, dopo un importante e radicale intervento di restauro alla coperta e ad alcune zone dello scafo, una scommessa per portare la barca ad alti livelli agonistici nel Golfo dei Poeti.
Un secondo posto alla Rotta di mezzo ed un terzo al Trofeo Perioli della Lega Navale, ottenuti con il vecchio albero e le vele ormai datate e con le quali Squilla Mantis aveva navigato in assetto prevalentemente famigliare, incoraggiavano senza dubbio l’iniziativa intrapresa.
La fase di “studio” proseguiva per tutta la stagione velica agonistica del 2015, con riscontri di classifica comunque dignitosi.
Alla fine della stagione 2015 si provvedeva alla sostituzione dell’albero e del boma, ampliandone le dimensioni e di conseguenza venivano confezionate nuove vele, sempre con materiali tradizionali (dacron).
Finalmente la barca, dopo la nuova stazzatura, era pronta e il 2016 sarebbe stato l’anno della …“verità”.
E le risposte non si sono fatte attendere. Squilla Mantis ha mietuto un successo dietro l’altro nelle regate ORC Gran Crociera, vincendo praticamente in quasi tutte le competizioni ed accontentandosi della piazza d’onore le poche volte che andava …male.
I successi sono proseguiti anche negli anni successivi, con l’equipaggio sempre sul podio dopo ogni regata.
Dal 2019 l’attenzione è stata posta verso le manifestazioni di barche storiche (spirit of tradition).
L’equipaggio di Squilla Mantis è composto dallo stesso armatore al timone, dai due figli (che praticamente sono nati sulla barca) e da amici che si avvicendano nei vari eventi sportivi.
Dal 2020 l’imbarcazione è disponibile per gli appassionati degli scafi d’epoca che vogliono assaporare il puro piacere della navigazione a vela su di una barca capace di trasmettere sensazioni sconosciute alle moderne carene, nel pieno di un’atmosfera garantita dal dolce e sempre sicuro passo sull’onda e dagli accoglienti interni in linea con la classica tradizione marinara.
Il progetto dell’imbarcazione risale al 1962 e porta la firma del famoso John Illinghworth dalla cui matita sono scaturiti tanti altri prestigiosi scafi, fra i quali anche il Gipsy Mood col quale Sir Francis Chichester compì nel 1967 la circumnavigazione del pianeta senza scalo.
I cantieri Alpa di Cremona iniziarono a costruire il loro primo cabinato a vela di prestigio basandosi sul suddetto progetto denominato “Maica” e successivamente “Super Maica”. I due progetti sono sostanzialmente simili e solo contraddistinti da piccole modifiche allo specchio di poppa e alla timoneria.
Squilla Mantis appartiene al secondo (Super Maica) noto anche col nome di Alpa 11.
Venne costruita nel 1968 e porta il n. 20 sulla targhetta originale ancora presente sull’imbarcazione.
E’ riprodotta su alcune cartoline di Livorno, all’epoca in cui stazionava nel Porto Mediceo e veniva considerata un soggetto nautico di particolare attenzione e richiamo nel mondo di allora, attenzione e richiamo che ancora oggi si mantengono forse a livelli maggiori.
Parma, La Spezia, 20 agosto 2025
Riccardo Cerati